La password del futuro?
La ingoieremo con una pillola
Dalle impronte digitali alla scansione dell'iride passando per le nuove frontiere del tatuaggio o della compressa elettronica: presto parole e codici serviranno a poco, a identificarci non solo online ma nella vita di tutti i giorni, ci penserà il nostro corpo
L'idea lanciata da Motorola si chiama pillola "vitamin authentication".Il chip genera un segnale a 18 bit, come un elettrocardiogramma: basterà toccare un laptop, uno smartphone predisposti o un qualsiasi altro dispositivo di lettura e il segnale ci aprirà mailbox, computer, imbarco in aereo o accesso al bancomat.
Lo scenario della biometrica per la sicurezza è uno dei più affascinanti e in continua evoluzione. Pur in parte distante, la bizzarra "pillola autenticativa", chiamiamola così, rientra comunque nel grande tema di ricerche che vedono il corpo come elemento cardine di accesso e autorizzazione.
"Qualche esempio di cosa faremo con le nostre impronte? -se ne potrebbe fare un vero elenco: pagare merci e servizi nei negozi, identificarsi quando necessario, ottenere accesso ai servizi pubblici, tutto l'universo dei servizi ad personam come ospedali e cartelle mediche e acquistare farmaci, spedire corrispondenza. Senza contare l'universo della cosiddetta "ambient intelligence", la domotica avanzata, insomma i comandi dentro casa: non solo con le impronte digitali ma anche con la lettura delle espressioni facciali l'abitazione si adatterà ai nostri bisogni e con un tocco alzeremo le tapparelle, apriremo la porta o disattiveremo l'allarme".
Quello che ci aspetta, insomma, è un mondo più facile e veloce in cui sarà il corpo a parlare per noi tramite dita, faccia, occhi e addirittura pancia. Grazie a polpastrelli e iridi, certo, ma anche a piccoli chip fissati alla pelle o ingeriti ogni 24 ore via pillola.
Vedo...vedo... un mondo popolato da umani che paiono affetti da tic compulsivi.
La nota positiva : coloro che sono realmenti affetti da tic, passeranno inosservati











