giovedì 17 ottobre 2013

Mia figlia ha una vicina di casa, una signora russa, che vive qui 6  mesi all'anno.
Era incinta di cinque mesi  e, quando si è accorta che qualcosa non procedeva nel modo giusto, si è recata all'ospedale ove i medici hanno constatato che il feto stava morendo. 
La signora russa, ricoverata privatamente in questa grande struttura comasca, chiede che le sia praticato un taglio cesareo, che le negano.
A questo punto è cominciata l'odissea che molte donne italiane vivono, quando devono affrontare un aborto terapeutico.
Questo fatto mi ha ricordato  tutte le donne che devono decidere se ricorrere a un aborto terapeutico e a tutte le difficoltà che incontrano, come fossero delle criminali.
Perchè? 





  • MICROMEGA

Abortire tra gli obiettori

Bookmark and Share

I ginecologi non obiettori strutturati negli ospedali italiani sono circa 150, e il loro numero diminuisce costantemente. E le interruzioni di gravidanze tornano a essere un incubo. Che aggiunge dolore a dolore. 

di Cinzia Sciuto, da "D" di Repubblica, 3 dicembre 2011 

È l’alba, le prime luci del nuovo giorno iniziano a penetrare nella stanza dove Francesca nel suo letto piange in silenzio. Tra poco inizierà la procedura per l’induzione di un travaglio simile a quello di un parto. Ma Francesca non deve partorire, deve abortire. 
Fino alla 12ma settimana l’interruzione di gravidanza avviene tramite raschiamento, ma dopo il feto è troppo grande ed è necessario un vero e proprio travaglio di parto. 




Quando una donna, che desidera un figlio, scopre di essere incinta, vive la gravidanza con ogni cellula del suo corpo, inizia a sdoppiarsi a vivere due vite contemporaneamente; è un percorso entusiasmante, forte e arduo, colmo di domande cui ancora non si sa dare una risposta   -ammesso che poi ci si riesca.
Allora perchè, in una situazione del genere, complicano la vita, invece di aiutare con tutti i mezzi a superare una fase tanto drammatica? 
Ho cercato, ma non ho trovato dati che dicano se gli obiettori sono più gli uomini o le donne.
Io scommetterei che sono di più gli uomini e  e non ho potuto fare a meno di pensare  a "Gli uomini che odiano le donne".














Condividi e VOTA questo articolo

condividi su OKNotizie condividi su Segnalo condividi su Diggita condividi su Fai Informazione segnala su ziczac BlogNews

18 commenti:

  1. Non essendo donna non posso conoscere certi procedimenti. ma è vergognoso tutto questo!
    E lo chiamano un mondo civile!!!
    Tomaso

    RispondiElimina
  2. Perché viviamo in una nazione di retrogradi ed imbecilli ! Non raggiungeremo mai il livello di civiltà delle altre nazioni europee. Qui non c'è libertà di scelta. Ci si nasconde dietro la falsa morale anteponendola anche alla salute della gente ! E' vergognoso !

    RispondiElimina
  3. Essendo gli "uomini" maschi, per le donne che hanno questo problema, questo solo fatto diventa una montagna insormontabile. I maschi non partoriscono. Ma molti condividono la bellezza e l'asprezza, dal loro punto di vista, la gravidanza femminile. Ciao.

    RispondiElimina
  4. La risposta completa occuperebbe un metro di blog. Diciamo più semplicemente che viviamo ancora nel medioevo.

    RispondiElimina
  5. S'è in un appena che affascina di controriforma a coda d'un Ceccone che legge bigliettini al Bacio Perugina

    RispondiElimina
  6. Cristia' io ormai non mi chiedo più un qualsiai perchè in quanto la risposta sarebbe troppo volgare.

    RispondiElimina
  7. Che strano paese il nostro. Così bello e talvolta (spesso) così ottuso. Quanto è difficile far passare un'idea di solidarietà... a questa si sostituisce facilmente un (pre?)giudizio valoriale o la costruzione di una gerarchia: le donne vengono dopo, ovvio, se poi sono straniere e/o poco abbienti (uso un eufemismo), non ne parliamo.

    RispondiElimina
  8. Ormai purtroppo in questo paese non mi stupisco più di niente... Un abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che piacere rileggere un tuo commento, amica di vecchia data!
      Cri

      Elimina
  9. Mamma mia che tristezza tutto questo... io sono sempre per la vita, ma in questi casi... non ho parole... occorrerebbe mettersi nei panni di questa donna per capire cosa stia passando...
    Ciao Cristiana, buon fine settimana

    RispondiElimina
  10. Innnanzitutto in Italia c'è l'obiezione di coscienza che io, personalmente abolirei: se sei un medico pratichi ciò che la legge stabilisce o fai un altro mestiere!

    Partorire un figlio morto è una punizione che viene inflitta alle donne, se fossimo in una società che davvero si prende a cuore i destini dell'uomo, tanto orrore sarebbe risparmiato.
    Con un cesareo, almeno, si eviterebbe non solo sforzo inaudito e tremendo di espellere una creatura inerte ma quello tremendo, psicologico, di sentirsi scivolare tra le gambe quel fagottino al quale, forse, si era già dato un nome e già lo si immaginava tra le propie braccia, ninnato, attaccato al seno, vezzeggiato, un uccellino implume di cui prendersi cura e lo si immaginava biondo o bruno, gli occhi del padre o della nonna, e la tendenza al canto o all scrittura o alla matematica.
    Una piccola vita con un futuro già immaginato e un amore già totalmente elargito.
    Nessun uomo, Cri, potrà mai capire il dolore immenso, inconsolabile, che una donna può provare in queste situazioni e il segno che le resterà nell'anima per tutta la vita.

    Buon week end, Cri

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non c'entra essere o non essere uomini per capire,qui è una questione di rispetto e dignità per degli esseri umani. Quando mia moglie era in attesa una ginecologA voleva quasi rifiutarsi di farle un'ecografia perchè allora si stava provando con la fecondazione in vitro. ( poi il bimbo venne per le vie naturali ). Questa dottoressa continua ad esercitare,e naturalmente ad incassare più che laute parcelle , naturalmente come obiettore di coscienza. A questo punto pongo una domanda provocatoria : mettiamo l'obbligo per i medici di dichiarare prima il loro "status", almeno sapremo in che mani stiamo finendo. Che atroce vergogna.

      Elimina
    2. Una buona idea, Ambrogio! Hai visto mai che a toccarli nel portafogli....se ne freghino dei principi religiosi??
      Cri

      Elimina
  11. L'obiezione di coscienza è una pura ipocrisia alla vatikalia, una mostruosità da vecchia DC fanfaniana, un aborto cerebrale. Che il medico faccia il medico, anche lo psicologo deve fare in certi casi, e lo faccia. Siamo un paese incompiuto che non si compirà mai. La gente muore di fame e di stenti, le attività commerciali si dimezzano di numero e di valore, le aziende di un certo conto si trasferiscono all'estero e da noi si continua a discutere di un capo obsoleto e decotto, invocando a soccorso e testimonianza 10 milioni di elettori.
    E l'altro partito di massa, il PD, altro non sa fare che litigare e perdere elezioni vinte, e quando finalmente le vince spaccarsi dopo due o tre anni, invariabilmente.
    Siamo un paese di poveri scemi, tutti quanti.

    RispondiElimina
  12. A tutti voi che avete commentato, GRAZIE.
    Grazie per aver espresso il vostro parere su un argomento che dovrebbe riguardare soltanto chi vive una sì tragica esperienza.
    Far partorire a una madre un figlio morto e con 'dolore' è una barbarie che solo una religione può concepire.
    Cri

    RispondiElimina
  13. E' assurdo!!!
    Non posso crederci.
    A presto

    RispondiElimina

commenti