lunedì 23 giugno 2014

Le donne hanno paura di noi

http://digital.olivesoftware.com/Olive/ODE/IlFatto/default.aspx Qui tutti gli articoli
                                                           

Non è una bella conclusione quella cui arriva il giornalista, 
eppure c'è del  vero  in quello che dice.A mio modestissimo parere, il cambiamento del ruolo della donna nella società, avvenuto principalmente nell'ultimo secolo, ha minato alla base la sicurezza dell'uomo che, anche inconsciamente, si è sentito sopraffatto.  Non c'è quindi da meravigliarsi più di tanto se, non tutti, ma molti uomini, hanno avvertito l'arruolamento delle donne come un'invasione.Lungi da me l'idea di giustificare questi eterni bambini, ma mentre in
In Italia siamo ancora agli albori di una situazione del genere, ed allora ne succedono di tutti i colori


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sabato 21 giugno 2014

Uno basta e avanza!


Berlusconi. Cesano: "Sono il fratello gemello di Silvio" 

Dietro al cordone dei carabinieri c’era anche un uomo che chiamava l’ex premier a gran voce, nella speranza di poterlo avvicinare e dargli una lettera. Si tratta di Giuseppe Zinelli, 78 anni, che sostiene di essere il fratello gemello di Berlusconi e teneva in mano una memoria che ricostruisce la loro storia. Zinelli sostiene di aver incontrato per la prima volta Berlusconi all’età di 8 anni e dice che entrambi sono figli di sua madre Speranza, un’amica di Rosa Berlusconi. Una verità che lui avrebbe scoperto orecchiando dietro la porta nel lontano 1944 quando, da sfollati, per una notte lui e sua madre sarebbero stati ospiti a casa di Rosa Berlusconi. Il leader di Forza Italia è uscito dalla Sacra Famiglia intorno alle 14.15, senza rilasciare dichiarazioni.http://nonleggerlo.blogspot.it/2014/06/cesano-boscone-spunta-il-gemello.html

Ci mancherebbe altro! Cene basta uno!!! 

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giovedì 19 giugno 2014

Mummie di passaggio


http://www.repubblica.it/esteri/2014/06/18/foto/i_funerali_imbalsamati-89318442/1/?rss#10

Seduti nel salotto di casa con la sigaretta in una mano e un drink nell'altra, o a cavalcioni su una moto, i morti partecipano ai propri funerali vestiti a festa. E' una trovata dei parenti dei defunti che vogliono salutare i propri cari, regalando una cerimonia funebre originale e poco noiosa. Quella di imbalsamare le persone decedute è un' usanza sudamericana, che ''espone" i corpi - con indosso gli abiti migliori e truccati - nelle posizioni abitudinarie di quando erano in vita e nelle situazioni preferite, creando così degli "allegri altarini"

                                                                                            Oggi, vedendo la foto del Silvio nazionale, mi è venuto in mente quel servizio sulle mummie effimere letto su Repubblica
VERO?


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lunedì 16 giugno 2014

http://milano.repubblica.it/cronaca/2014/06/16/news/motta_visconti_madre_e_due_figli_piccoli_sgozzati_in_casa_nel_milanese_fermato_il_marito-89079772/?ref=HRER1-1#gallery-slider=89111028

Sembra una normale mano umana, ed invece è l'arma che un cervello orripilante ha usato per sterminare la propria famiglia.
Di solito evito di parlare, in modo particolare,  di questi fatti efferati, ma quando ho letto che uno degli inquirenti ha detto di augurarsi che  il soggetto abbia agito in un attimo di follia e non secondo l'ipotesi, assai probale, di  un piano premeditato mi sono chiesta se una tale follia possa albergare in un essere umano, senza che nessuno se ne accorga.
Sono ignorante in materia, ovviamente,  ma leggendo i probabili moventi di questo mostro e la conclusione cui è giunto un altro degli inquirenti, secondo il quale l'omicida  avrebbe agito perchè pressato dagli obblighi familiari e dal desiderio di una nuova esistenza, mi ha indotta a cercare il parere di Vittorino Andreoli.

Andreoli conosce bene le dinamiche: psichiatra e scrittore italiano, laureato in medicina e chirurgia all’università di Padova, ha dedicato la sua vita allo studio del comportamento umano e della follia, ed è un oppositore della concezione lombrosiana del delitto secondo cui i crimini vengano commessi necessariamente da malati mentali, sostenendo invece che vi è compatibilità tra la normalità e gli omicidi più efferati.
“Siamo circondati da nemici e sono pronti a ucciderci, per un nonnulla, per una banalità” o da "una violenza pulsionale, come se l’uomo avesse perso i freni inibitori”.
La spinta emotiva che porta a quella che Andreoli definisce la “degenerazione della specie” e la frustrazione, la “sensazione di mal d’essere che si prova nel mondo, nella esistenza ordinaria”, che agisce come un “debito di violenza. Si accumula e ad un certo momento si libera, diventa azione, nei confronti del minimo fastidio e della causa più insensata. Serve solo un oggetto su cui esprimersi: un figlio, o la moglie, un passante, chiunque permetta di compensare il senso di insoddisfazione e mostrarsi decisi, forti”.
Ciò che manca nella nostra società, l’elemento che permette alla frustrazione di esplodere e degenerare nell’omicidio è la percezione del male, “il male come fascino, come avventura, come trasgressione in una società in cui i ladri si chiamano furbi, le prostitute escort.
Se prima la psichiatria era “era la disciplina che si occupava di comportamenti sani e malati e che si proponeva di curare chi si comportava in maniera pericolosa”, ora essa non è più affidabile, “è confusa e non sa più delineare nulla poiché il tutto va legato alle circostanze e così l’uomo è anche buono oltre che cattivo e sano oltre che folle”.

Ha detto, dopo la confessione  " Datemi la massima pena!"

Ci spero, ma senza isolamento e speriamo che i carcerati facciano un po' di giustizia, a modo loro




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sabato 14 giugno 2014

Benvenuto a Raffaele Cantone!

Un detto popolare recita, più o meno :
"per fare una buona insalata,ci vuole un generoso  per l'olio
un saggio per il sale
un avaro per  l'aceto
e un pazzo per girarla nell'insalatiera.




Ho la massima stima di questo magistrato e confido in lui quale grande specialista d'insalate.
Ne avrà di  foglie marce  da scartare e da rimpiazzare con quelle fresche e sane.
Ne avrà da rimestare affinchè tutto si amalgami nel migliore dei modi.





Nato a Napoli, cresce a Giugliano. È entrato in magistratura nel 1991. È stato sostituto procuratore presso il tribunale di Napoli fino al 1999, anno in cui è entrato nella Direzione distrettuale antimafia napoletana di cui ha fatto parte fino al 2007. Si è occupato delle indagini sul clan camorristico dei Casalesi, riferite anche nel noto best seller di Roberto SavianoGomorra, riuscendo ad ottenere la condanna all'ergastolo dei più importanti capi di quel gruppo 

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